gioacchino cassano

Paola – La città somiglia sempre più ad una RSA (di G. Cassano)

di Gioacchino Cassano

Non è la prima volta che mi permetto di porre sul tappeto il problema della vivibilità/visibilità della nostra amata e splendida città.

L’emigrazione continua di giovani generazioni, in cerca di affermazione e di variegate forme di occupazione, ci sta privando delle migliori energie, e sta depauperando il paese, riducendolo verosimilmente ad una “residenza parasanitaria per anziani”.

Le lamentele e le lagnanze, lanciate senza concrete proposte alternative, non sortiscono alcun effetto benefico, per cui è opportuno, anzi indispensabile, che i locali gestori – responsabili della cosa pubblica – si attivino senza ulteriore ritardo e creino le condizioni ideali per incoraggiare concretamente i cittadini che amano la nostra città, nonché quelli che intendano continuare od intraprendere una qualsiasi iniziativa/attività economica che ravvivi il cuore pulsante del nostro amato paese.

A questo punto credo che sia necessario che l’amministrazione in carica, prenda in seria considerazione questo delicato problema e, conseguentemente, esca dalle stanze e vada fuori a vedere con i propri occhi i posti ed i modi  per effettuare gli interventi.

Gestire la cosa pubblica non deve limitarsi a redigere un bilancio di previsione con la visione delle sole carte di ufficio. È ben altro, bisogna percorrere in lungo e largo il paese, incontrare la gente e con essa dialogare, sentire i loro bisogni, valutare le loro richieste e far tesoro dei consigli che vengono dati. Ove e se occorra, aiutarla concretamente fino all’inizio dell’attività. E, sia ben chiaro, questo modello di assistenza, ove comporti dei costi più o meno rilevanti, avrà un ritorno economico concreto ed inatteso.

Le strade dovranno ripopolarsi dei cittadini che – felicissimi – riprenderanno ad ammirare vetrine e negozi, come accadeva fino ad un recente passato, ed i paesi confinanti saranno contenti di riscoprire una nuova città.

Bisogna assolutamente uscire dal vigente modello stereotipato di gestire la città, ed intraprendere strade lungimiranti ma pratiche che arrechino soddisfazione e benessere alla intera comunità.

In un recente passato abbiamo assistito, con meraviglia e sorpresa, ad una riduzione del carico fiscale comunale su tutte le nostre famiglie.

È tanto difficile percorrere la stessa strada per continuare questo modello tanto gradito ai contribuenti?

L’amministrazione di un Ente richiede competenza, passione ed abnegazione e, sia ben chiaro , se non riesce ad essere gradita alla comunità, si faccia in modo che sia almeno ben tollerata in virtù dei suoi buoni propositi.

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