rischio frane cosenza

Ponente cosentino – Rischio frane in 16 comuni: 12 ore d’allerta

Con una comunicazione asciutta ed essenziale, la sala operativa regionale della Protezione Civile, ha diramato un’allerta di dodici ore per «superamento soglie eventi in corso», su una vasta porzione della fascia di ponente del territorio cosentino, dove litorale ed entroterra si incontrano nell’abbraccio quasi verticale della catena costiera.

Diramato con effetti immediati nei comuni di: Acquappesa, Cerisano, Falconara Albanese, Fiumefreddo Bruzio, Fuscaldo, Guardia Piemontese, Longobardi, Montalto Uffugo, Marano Principato, Paola, Rende, Rota Greca, San Benedetto Ullano, San Fili, San Lucido, San Vincenzo la Costa; il dispaccio si premura di far presente che «nelle aree a rischio da frana, in particolare in quelle classificate dal PAI e/o indicate nel Piano di gestione del rischio alluvioni, c’è una probabilità media che possano verificarsi eventi di frana. In caso di evento sono da attendersi danni ai beni e sono possibili danni alle persone», mentre per quanto concerne le aree a rischio d’inondazione «in particolare in quelle classificate dal PAI e/o indicate nel Piano di gestione del rischio alluvioni, c’è una probabilità media che possano verificarsi eventi di inondazione. In caso di evento sono da attendersi danni ai beni e sono possibili danni alle persone».

In una situazione siffatta, il vademecum civico propone una serie di comportamenti che, se rispettati, riducono al minimo il rischio:

  • non mettersi in viaggio se non strettamente necessario;
  • evitare i sottopassi;
  • abbandonare i piani seminterrati o interrati se ubicati in zone depresse o a ridosso di fiumi, torrenti tombati o con sezioni d’alveo ristrette per cause antropiche;
  • nelle aree indicate nel punto precedente raggiungere i piani superiori;
  • non sostare in prossimità di aree con versanti acclivi che potrebbero dare origine a colate rapide di fango e crolli di blocchi rocciosi.

Scattata alle 11.50 di stamattina, l’allerta terminerà poco prima della mezzanotte, col timore che «alcuni fenomeni potrebbero avere evoluzioni repentine – precisano ancora dalla Protezione Civile – per cui la possibilità di comunicazioni preventive è pressoché nulla. In alcuni casi la comunicazione potrebbe essere post-evento in quanto non tutti i fenomeni possono essere Individuati In real time attraverso la rete di monitoraggio».

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