malasanità tirreno cosentino

Tirreno – Rischia di restare offeso dopo l’intervento di un sanitario

A sentirsela raccontare, sembrerebbe quasi una comica, date le circostanze in cui il fatto è maturato, ma le conseguenze che un banale infortunio avrebbero potuto comportare nella vita di un giovane lavoratore, fanno rabbrividire.

Il ragazzo in questione, impiegato presso un’importante azienda nazionale, è dovuto ricorrere all’intervento del medico per via di un accidente occorsogli all’anulare della mano destra, sul quale – una volta giunto presso una struttura sanitaria del tirreno cosentino – il camice bianco che lo ha preso in cura, ha deciso di intervenire mediante l’uso della stecca, generalmente applicata in seguito ad una manovra funzionale a rimettere a posto ossa metacarpali e falangi (nel caso di specie era stata certificata la «Lussazione posteriore falange 4° dito mano destra»).

Il malcapitato in questione, appurato dallo stesso medico che l’opera sarebbe potuta risultare difficoltosa, se non del tutto ostica per le proprie competenze, è stato comunque sottoposto all’opera di riassestamento, secondo una procedura – però – del tutto inusuale per l’intervento necessario, in quanto il dito è stato ripiegato su se stesso e posto, con teso bendaggio, nel verso del palmo della mano.

Dimesso dalla struttura, per il ragazzo è iniziato un vero e proprio calvario. Lontano da casa, perché nel frattempo le questioni di lavoro lo hanno riportato dal tirreno cosentino alle rive dello Stretto, il giovane ha iniziato ad accusare dolori e gonfiori all’arto interessato da quella originale fasciatura. Preoccupato per le tempistiche con cui il problema stava aggravandosi, il ragazzo ha consultato il suo medico di famiglia, il quale lo ha immediatamente indirizzato verso l’ospedale più vicino. Indicazione che il malcapitato ha seguito, presentandosi presso il nosocomio locale, dove con competenza gli è stata rimossa la precedente steccatura e, successivamente, gli è stata operata la manovra che sarebbe dovuta essergli praticata nel corso del primo intervento, utile a rimettere il dito nella posizione giusta per la guarigione auspicata.

La fortuna di questo giovane è che il tempo sia stato dalla sua parte, ma quanto accaduto avrebbe potuto comportare conseguenze molto gravi, per non dire tragiche. La speranza è che resti un caso isolato e che venga risolto il problema da cui tutto questo è scaturito. Di certo c’è che, con lo sguardo rivolto ai Peloritani che sovrastano Messina, qualcuno starà rabbrividendo per il “caso limite” con cui si è trovato ad avere a che fare: un prodotto marchiato dalle condizioni in cui versa il tirreno cosentino.

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