In un’edizione dedicata ai migranti il film di Gianfranco Rosi convince pubblico e critica

FuocoammareÈ la giornata di Gianfranco Rosi con “Fuocoammare”, scioccante documentario sulla tragedia dei migranti che affrontano la pericolosa traversata del Mediterraneo per approdare a Lampedusa. Il film ha ricevuto molti applausi sia nella proiezione per la stampa che in quella per il pubblico. Si torna a sorridere con “L’avenir” di Mia Hansen-Love, commedia amara sulle vicende pubbliche e soprattutto private di una insegnante di filosofia interpretata da Isabelle Huppert. Terzo film della giornata nella selezione ufficiale ma (giustamente) fuori della competizione, “Mahana” di Lee Tamahori è un polpettone sulla lotta per l’emancipazione dagli schemi di potere familiari nella comunità mahori della Nuova Zelanda del secondo dopoguerra.

Tema ricorrente in molti film di questo inizio di millennio, la crisi del rapporto tra l’uomo e la natura vista con lo sguardo aperto alla speranza e al miracolo tipico della cultura sudamericana ne “La helada negra” dell’argentino Maximiliano Schonfeld. Dopo “Philomena”, Steve Coogan ancora paladino dei diritti umani in “Shepherds and Butchers” di Oliver Schmitz, thriller giudiziario che denuncia l’atrocità della pena di morte in maniera non banale attraverso la ricostruzione di una causa apparentemente persa in partenza. Ancora il Sud America e la forza di una natura selvaggia per raccontare il percorso di emancipazione di un giovane indio in “Antes o tempo não acabava” di Sérgio Andrade e Fábio Baldo.

Da Lampedusa a Berlino ultima modifica: 2016-02-13T23:26:36+02:00 da Davide Caforio