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Paola – “Sostituzione edilizia” edificio ex Acli, RBC parla di «speculazione»

Di seguito una nota diramata dal movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni” (RBC), rappresentato nel Consiglio Comunale di Paola dall’avvocato Francesco Giglio che, dopo aver manifestato dubbi e perplessità riguardo la “sostituzione edilizia” prospettata dall’Amministrazione guidata da Roberto Perrotta in merito al destino dell’edificio ex Acli alle spalle delle Poste di Viale dei Giardini, ha prodotto un comunicato stampa in cui la questione viene ulteriormente “sviscerata”.

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La Rete dei Beni Comuni, pur valutando in modo positivo le finalità socio-abitative e la riqualificazione dell’area attigua all’edificio ENAIP (ex Acli) è stata costretta a esprimere un voto contrario poiché la maggioranza non ha accolto la richiesta di rinvio sul punto, indispensabile per ottenere i necessari chiarimenti.

Non potevamo votare a favore di una convenzione “in bianco”, priva dell’indicazione delle parti sottoscriventi e senza menzione alcuna delle condizioni dell’accordo da raggiungere, tanto meno potevano bastare le esplicazioni contenute nell’emendamento proposto dal Consigliere D’Andrea perché, il gruppo consiliare del PD, che pure le aveva richieste, ha deciso di non prendere parte al voto sul punto.

In definitiva, l’ingiustificata fretta nell’approvare l’atto, considerata la proroga dei termini per beneficiare degli Ecobonus (come nella legge di bilancio), l’oggettiva approssimazione con cui la pratica è stata redatta e sottoposta al vaglio del consiglio da parte dell’ufficio tecnico non poteva che ricevere un voto contrario.

Non è possibile motivare le innumerevoli omissioni presenti nella convenzione con un semplicistico “è prassi”. Noi siamo per la trasparenza, unica buona prassi.

Non è chiaro a che titolo un ente di promozione sociale che si occupa di formazione possa svolgere attività di speculazione edilizia, in che termini e con quale ruolo il Comune di Paola procederà alla sottoscrizione della convenzione, visto che la proprietà dell’immobile non è più comunale sin dagli anni ‘50. Proprio per questi motivi, sarebbe stato corretto da parte della maggioranza concedere un rinvio per comprendere pienamente tutti questi aspetti. Altrimenti un’iniziativa con finalità positive rischia, nella sua realizzazione, di diventare l’ennesimo incompiuto, così com’è avvenuto per la casa di riposo di Piano Torre: oltre un milione di euro spesi per la ristrutturazione di un’opera rimasta irrealizzata e non accreditabile alla Regione Calabria .

Le esperienze passate insegnano che non si può fare affidamento unicamente sulla bontà di un’idea, occorre completezza negli atti e conoscenza dei soggetti coinvolti per valutare compiutamente l’impatto dell’opera – in termini di utilità – per la comunità.

La consistenza dell’investimento, circa 2,5 milioni di euro – così come riferito dai consiglieri più preparati sul punto -, pone ulteriori interrogativi anche in ordine all’aumento della volumetria che, in base a quanto al momento conosciamo, potrebbe arrivare a 450 metri quadrati di nuova superficie, oggettivamente pochi per la realizzazione del progetto esposto.

Domani chiederemo tutti i documenti necessari agli uffici preposti per capire e fare capire meglio.

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