fabio iaccino

Paola – Marsili pubblica e Iaccino risponde: grati al tecnico che dice la sua

Lettera firmata da un Lettore de “Il Marsili Notizie”

Al gentilissimo Fabio Iaccino, che (dal sito istituzionale del Comune di Paola) apprendo essere l’ingegnere a capo dell’Ufficio Tecnico Comunale, rivolgo il mio più caloroso ringraziamento per la risposta pubblicata sulla pagina aperta su Facebook da “Il Marsili Notizie”, relativamente alla constatazione di un raddoppio della cifra messa in conto per i lavori di una rotatoria.

Vedendolo così sensibile al confronto, prima di andare ad approfondire il senso di ciò che il tecnico ha affermato nel suo post a commento del contributo intitolato “Paola – La “rotonda” della fortuna: prendi e raddoppi con lo stesso progetto”, vorrei approfittare della disponibilità di questo pubblico funzionario per sottoporre, a lui come anche agli altri della “Salute Pubblica”, un ulteriore elemento su cui riflettere, relativo sempre ad un altro argomento pubblicato ieri tra le righe di una lettera intitolata: “Paola – Il tema dei “precedenti”, storia di ciambelle non tutte col buco”.

In definitiva si tratta di quel rudere da abbattere per far spazio ad una villetta con cui “ornare” San Miceli, «un fabbricato, annesso ad altri immobili ed in corrispondenza dell’intersezione di Via San Miceli con Via Parisani, identificato catastalmente al foglio 3 p.lla 102, che versa in condizioni di fatiscenza e di abbandono» (l’ing. Iaccino dovrebbe riconoscere questo virgolettato perché è suo, o almeno, porta la sua firma con l’ordinanza dirigenziale n.3 dello scorso 18 Gennaio).

Ebbene, in questo importante atto amministrativo si afferma che «non è stato possibile stabilire se il manufatto suddetto è dotato di idoneo titolo edilizio abilitativo e che i proprietari dell’immobile non hanno dato riscontro sullo stato di fatto del manufatto né hanno provveduto al miglioramento delle condizioni dello stesso», premessa che insieme ad altre lascia spazio ad un’unica conclusione, secondo cui il «rischio per la pubblica incolumità» è tale da richiedere un intervento «per prevenire conseguenze negative sulla salubrità dell’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini». E di che intervento si tratta? Ovviamente: demolizione. Come quella cui si è assistito qualche tempo fa lungo la strada che porta a Badia. Quindi una procedura già “rodata”.

Ma per quanto efficiente la si possa considerare, il limite di questa procedura è fissato dall’ordinanza stessa, che nella sua ultima parte recita testualmente: «Avverso il presente provvedimento può essere proposto ricorso amministrativo in via gerarchica al Prefetto di Cosenza, entro trenta (30) giorni, oppure entro sessanta (60) giorni, oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica entro centoventi (120) giorni, decorrenti dalla data di notificazione o della piena conoscenza del presente provvedimento», il ché denota chiaramente il carattere “non definitivo” dell’ordinanza in questione.

Ora, la domanda che vorrei porre al funzionario che ha firmato questo dispositivo, vale a dire l’ing. Fabio Iaccino, è la seguente: “si può abbattere il fabbricato e costruirci una villetta prima che siano spirati i termini per il ricorso?”.

Nella speranza di non aver troppo approfittato della sua disponibilità, resto in fiduciosa attesa di una risposta.

Per quanto invece concerne la risposta data dallo stesso ingegnere, riguardo l’intervento di “messa in sicurezza dell’incrocio sulla SS 18 al km 317+800 mediante realizzazione di una rotatoria”, la riporto integralmente per dovere nei confronti di quanti si stanno appassionando alla tematica sul sito de “Il Marsili Notizie”.

«Caro Marsili mi corre l’obbligo di rispondere – ha scritto su Facebook l’ing. Iaccino – in quanto progettista…
Il primo progetto approvato in giunta riguardava la realizzazione della sola rotatoria con i fondi disponibili (90.000€)
La seconda delibera, atteso che i finanziamenti statali sono stati raddoppiati da 90.000€ a 180.000€, ha visto la modifica del progetto con l’aggiunta della messa in sicurezza di molte vie della ns città mediante bitumazioni che presto verranno realizzate.
Quindi i costi dei lavori non sono raddoppiati, sono raddoppiati i lavori… Bastava leggere c’è scritto!!!».

Malgrado la gratitudine per queste gentili parole, a me che non sono “Marsili” ma che “Il Marsili Notizie” adopero, corre però l’obbligo di chiedere ancora: cosa c’azzecca una via della città con la rotatoria?

Da che mondo è mondo, almeno per ciò che riguarda i lavori pubblici, la procedura di esecuzione degli stessi prevede che se devi fare un altro lavoro, fai un altro progetto. Mica raddoppi lo stesso.

Tuttavia, è lecito ipotizzare che quelli della “Salute Pubblica”(in questo e in altri casi), possano davvero aver trovato una formula con cui interpretare in maniera geniale il TUEL e ogni sorta di altro codice, andando a trovare spazi di manovra laddove nessuno se li sarebbe mai sognati.

Raddoppiare, mediante rettifica, i lavori di un progetto già deliberato: roba di elevatissima creatività amministrativa (un po’ come demolire prima ancora che siano spirati i termini di un ricorso). Chapeau. “Uovo di Colombo” scansati proprio.

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