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Paola – Studenti contro i nuovi criteri degli esami di Stato: scatta la protesta

Prenderà il via il 22 giugno 2022 l’esame di Maturità che impegnerà tantissimi studenti italiani prossimi al mondo del lavoro o alla carriera universitaria. Sarà costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’esame. Ci sarà poi un colloquio: in questo caso, sia nel primo che nel secondo ciclo, è prevista la possibilità della videoconferenza per i candidati impossibilitati a lasciare il loro domicilio, condizione che andrà, comunque, documentata. Sono pronte le ordinanze che definiscono l’organizzazione e le modalità di svolgimento degli esami di Stato 2022 del primo e del secondo ciclo di istruzione. Modalità che non piacciono agli studenti.

A Paola, il dissenso verso queste nuove modalità di conduzione ed esecuzione dell’Esame, ha raggiunto il suo culmine nella giornata di ieri, quando gli studenti delle classi V del Liceo “Galileo Galilei” hanno deciso di protestare non prendendo parte alle lezioni, con un assenza di massa che ha sortito l’effetto ricercato, cioè avere visibilità ed attenzione.

D’altronde, se non si ascolta la voce di coloro che sono i protagonisti indiscussi (professori e dirigenti al seguito, ovviamente) di cotanti cambiamenti repentini, allora si perde il bandolo della matassa ed il rischio di ottenere risultati opposti a quelli auspicati, è altissimo. Senza dimenticare che i ragazzi sono comunque in mobilitazione permanente anche per la fallimentare gestione dell’alternanza “scuola/lavoro”, nel cui ambito ha recentemente perso la vita Lorenzo Parelli, 18enne di Udine rimasto schiacciato da una putrella nello stabilimento della ditta per la quale svolgeva lo stage.

Alla luce di tutto questo malcontento, suonano condivisibili le parole dei ragazzi paolani, che a proposito dell’Esame di Stato “rivisitato”, si sono così espressi: «Il 31 gennaio scorso, il ministero della pubblica istruzione ha presentato le ordinanze relative agli esami di Stato. Queste sono state elaborate senza il coinvolgimento di noi studenti, e l’iter amministrativo non prevede che ci sia. Non c’è bisogno di ricordare le difficoltà di questi ultimi due anni, vissuti fra le incertezze e la didattica a distanza, e che il nostro percorso di studi è stato bruscamente alterato e indebolito rispetto alla norma. Del resto fino a dicembre il ministro Bianchi ha sempre lasciato intendere che ci sarebbe stato un maxi orale come nei due anni precedenti». Pertanto è «inaccettabile che ora ci venga imposta una modalità d’esame, con due scritti e un orale, per una ipocrita pretesa di ritorno alla normalità, che non tiene affatto conto della reale situazione del Paese. Ecco perché noi non ci stiamo».

Un’ottima schematizzazione di quanto avverrà è stata pubblicata sul sito dell’adnkonos, e di seguito verrà riportata integralmente:

Prove scritte e orale: come funziona

Per l’esame di maturità l’ordinanza prevede che l’esame sia costituito da una prova scritta di italiano, da una seconda prova sulle discipline di indirizzo, predisposta dalle singole commissioni d’Esame, e da un colloquio. La sessione d’esame avrà inizio il 22 giugno 2022 alle 8.30, con la prima prova scritta di italiano, che sarà predisposta su base nazionale. La prova proporrà sette tracce con tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo letterario, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità.

Il 23 giugno si proseguirà con la seconda prova scritta, diversa per ciascun indirizzo, che avrà per oggetto una sola disciplina tra quelle caratterizzanti il percorso di studi. Le discipline saranno comunicate al termine dell’iter formale delle Ordinanze. La seconda prova sarà predisposta dalle singole commissioni d’esame, per consentire una maggiore aderenza a quanto effettivamente svolto dalla classe e tenendo conto del percorso svolto dagli studenti in questi anni caratterizzati dalla pandemia.

È previsto, poi, il colloquio, che si aprirà con l’analisi di un materiale scelto dalla commissione (un testo, un documento, un problema, un progetto) che sarà sottoposto al candidato. Nel corso del colloquio il candidato dovrà dimostrare di aver acquisito i contenuti e i metodi propri delle singole discipline e di aver maturato le competenze di Educazione civica; analizzerà poi, con una breve relazione o un lavoro multimediale, le esperienze fatte nell’ambito dei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. La commissione sarà composta da sei commissari interni e un Presidente esterno. Entro il 15 maggio 2022 il Consiglio di classe elaborerà il documento con il percorso formativo fatto dagli studenti, gli strumenti di valutazione utilizzati e gli obiettivi raggiunti, ponendo attenzione all’insegnamento trasversale dell’Educazione civica.

La valutazione finale resta in centesimi. Il credito scolastico sarà attribuito fino a un massimo di 40 punti (12 per il terzo anno, 13 per il quarto, 15 per il quinto). Le prove scritte peseranno fino a 40 punti, il colloquio fino a 20. Si potrà ottenere la lode, con deliberazione all’unanimità della Commissione. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che pure saranno svolte, e lo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento non costituiranno requisito di accesso alle prove.

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