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Paola – Sotto “soglia 5mila€”: la pulita a Piano Torre non ha richiesto “gare”

In continuità con quanto già fatto in occasione della bonifica straordinaria dell’ex area mercatale (oggi “aviosuperficie”) l’amministrazione comunale di Paola ha optato per la stessa formula anche riguardo ciò che è stato fatto a Piano Torre, dove si è proceduto – a spese comunali – nel verso della “pulizia generale” di un’area accanto al celebre Faro della Città.

Come si ricorderà – qui e qui –  l’intervento in questione ha costituito argomento di dibattito nel corso della campagna elettorale, con la coalizione di Roberto Perrotta (“La Nostra Paola”) che ha dato ampio risalto all’opera di rigenerazione urbana messa in atto nel corso degli ultimi anni (azione che tuttavia non è stata “indolore”, né per le casse comunali, né per quelle dei privati cittadini, alcuni dei quali – in questo clima di “operosità” – si sono visti destinatari di sanzioni).

A proposito di soldi pubblici, in aggiunta ai 4mila euro pretesi da un anziano sotto “amministrazione di sostegno”, il conto che il comune di Paola si è impegnato a pagare alla ditta Ecologia Oggi per questo «servizio di bonifica straordinaria […] riguardante il prelievo e il trasporto di rifiuti abbandonati presso l’area Piano Torre in adiacenza al Faro», ammonta a 1.804 euro.

L’atto di pagamento, risalente allo scorso 9 Febbraio (ma pubblicato sull’albo solo in data odierna, insieme a tanti altri documenti prodotti a partire da Gennaio 2022), reca la firma dell’ingegner Fabio Iaccino, il quale – nero su bianco – mette per iscritto quanto segue: «PRESO ATTO che l’area in questione, precedentemente identificata al foglio 15 particella 1 del N.C.E.U. del Comune di Paola, in data 05/08/2021 è stata oggetto di variazione catastale […] tale variazione, ha portato alla costituzione della particella n. 320 alla quale è stata solo temporaneamente assegnata la qualità “Spazio” che non prevede intestazione catastale in attesa di determinazione sulla titolarità di tali immobili da parte del Comune di Paola e dell’agenzia del Demanio».

Eppure, considerata la sanzione comminata all’anziano “assistito da tutore”, pare proprio che la “titolarità di tali immobili” sia stata attribuita a lui, nonostante dal comune – attraverso i canali ufficiali aperti sui social network – si siano affrettati a definirlo «reliquato privo di intestati».

Delle due, una.

Perché arrivare a sanzionare un anziano con capacità d’intendere e di volere probabilmente “compromessa” (per di più sotto amministrazione di sostegno)? Perché il diritto di usufrutto o “proprietà” gli viene riconosciuto solo “in danno” (ovvero nella veste di responsabile da sanzionare)? Come mai – nonostante fosse noto dal 1976 (fino ad un chiarimento del 2021) che l’area in questione era di pertinenza Marina Militare – in tutti questi anni non è mai stato sollecitato un intervento? Chi ha governato su Paola negli ultimi decenni, mentre un brav’uomo invecchiava al punto da non riuscire più a smaltire l’opera delle sue quotidiane pulizie urbane? Chi c’era al comando delle operazioni amministrative quando – ormai battuto dall’incedere dell’età – l’anziano che persino titolati “Cavalieri” hanno paragonato a San Francesco di Paola, ha smesso totalmente di curare lo spazio che oltre 60 anni prima, un ufficiale di Marina, gli aveva messo a disposizione come segno di riconoscenza per l’agire virtuoso? Perché si è atteso tanto tempo?

La strategia seguita dall’amministrazione per formalizzare la sua “presa” dello spazio in questione, ha previsto diversi passaggi formali, avviati circa un anno fa e dei quali prossimamente si darà conto.

Per il momento basti sapere che già esiste – protocollata in comune – la richiesta di un privato intenzionato a mettere a “usufrutto” l’area in questione, con una proposta limitata non all’ingresso e alla frequentazione del giardino, ma semplicemente alla somministrazione generica di “prodotti” in loco (magari utilizzando le strutture ripulite a spese del vecchietto). Secondariamente si tenga presente anche il fatto che certe operazioni d’urgenza possono essere espletate senza ricorrere al mercato elettronico della pubblica amministrazione, purché si resti sotto la soglia dei 5mila euro.

Con 4mila euro “addebitati” all’anziano assistito da tutore, i 1.804 euro preventivati dal comune sono ben lontani dalla soglia fissata come limite, dal sistema telematico, per indire procedure aperte di selezione tra più offerte e vari operatori. Per quanto simili, come ci ha tenuto a specificare la stessa amministrazione, si tratta di due operazioni diverse. È la ditta a rimanere la stessa.

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