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Acquappesa – L’antenna fa paura ma al sindaco non pare importare

di Luana D’Acunto

Il comitato di autotutela ambientale non molla, insistendo sulla necessità di una rimozione immediata della stazione radio mobile della Wind 3, in relazione  alla vicinanza della stessa sia al centro abitato che all’istituto comprensivo. Proprio quest’ultimo tema strettamente legato alla fragilità dei bambini nell’esposizione dei campi elettromagnetici ha indotto il gruppo ad organizzare un interessantissimo convegno.

La discussione, avvenuta durante il pomeriggio  dello scorso venerdì 13 gennaio presso l’ hotel Sea Garden di Acquappesa, ha coinvolto  i cittadini  grazie all’esaustiva spiegazione di  Ferdinando Laghi, medico dell’associazione Isde International Medici per l’Ambiente.

Laghi,  prima di essere eletto consigliere regionale, è stato presidente della stessa associazione, per la quale ha approfondito dal punto di vista scientifico, diverse problematiche in numerosissime aree di crisi ambientale, in Calabria e in tutta Italia, dallo smaltimento dei Rifiuti Solidi Urbani, alla produzione di energia da processi di combustione di origine antropica, alle conseguenze da esposizione a campi elettromagnetici. Attualmente è vice-Presidente nazionale di ISDE – Italia, sezione italiana dell’Associazione.

L’incontro  si è  volutamente tenuto presso un albergo in prossimità dell’antenna, i cui proprietari si sentono chiamati in prima linea per difendere il proprio lavoro di ricezione turistica,  ed è stato sostenuto da diverse associazioni ambientaliste del cosentino.

Laghi ha risposto a diverse domande provenienti da un pubblico attento e preoccupato dall’installazione della stazione radio mobile nel centro abitato della marina, in un sito vicino all’edificio scolastico, soffermandosi proprio sulla fragilità corporea dei bambini e sui rischi che gli stessi corrono di ammalarsi di gravi patologie.

«I campi elettromagnetici – ha sottolineato – interferiscono con l’attività cellulare degli esseri umani creando alterazioni delle stesse e dando luogo a malattie. Le evidenze scientifiche non possono essere ignorate come non si può ignorare il fatto che i bambini e le persone “fragili” siano maggiormente esposte a questi rischi. Il diritto alla salute è il diritto di vivere sani, non di curarsi!”. Indispensabile, quindi, la prevenzione primaria, che non è diagnosi precoce, ma evitare che le persone si ammalino e se, come afferma l’Oms, il 24 % delle persone che si ammala  accade per esposizione ambientale e un terzo dei bambini che si ammala si ammala per esposizione ambientale, vuol dire che tutti abbiamo la responsabilità di agire per evitare che questo accada anche, se non soprattutto, sui determinanti ambientali, tra i quali l’elettrosmog».

Secondo Laghi, «è importante contenere il fenomeno del proliferarsi delle antenne radio mobili attraverso forme di aggregazione sociali per credere nella forza delle nostre comunità, pronte e disposte a ribellarsi e a difendere con tutti i mezzi leciti la propria salute, i propri diritti. Ciò spinge chi vuole aggredire questi diritti ad andare da un’altra parte. Se tutti noi ci abituassimo a difendere il nostro bellissimo giardino, tutta la Calabria diventerebbe un unico giardino e magari queste aggressioni sarebbero meno frequenti. Questi tipo di problemi va affrontato dal punto di vista tecnico con una task force di persone competenti, ma se non sostenuti dalla mobilitazione sociale è difficile spuntarla».

Ad organizzare e moderare l’incontro la giornalista Francesca Rennis, coadiuvata dalla consulente giuridica del Comitato, Claudia Andreoli. Presenti e partecipi all’incontro  i consiglieri di minoranza Mauro Avolio e Sandra Ricco, il consigliere comunale di Tortora, Raffaele Papa e diversi esponenti di associazioni del territorio tra cui Carmine Quintiero e Pino Boccia dei Vas e Fabrizio Perrone del Comitato difesa ambiente di Diamante.

Assenti, nonostante ufficialmente invitati e nonostante la dichiarata volontà di cercare insieme soluzioni a questo problema,  il sindaco Francesco Tripicchio e  la sua maggioranza  consiliare di cui era presente solo la consigliera Aneta Przybylo.

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