Lavoro e sicurezza, un binomio discusso a Paola ricordando Carmelo Costanzo

“Tenere presente” non è solo un “ricordare”. Tenere presente è un “attualizzare”, un “perpetuare”, un “avere in mente” che celebra l’esperienza e protegge dallo “stesso” errore.

Tenere presente è (anche) vivere. La propria vita nella vita di altri.

E se la vita di altri è terminata tragicamente per un errore che l’esperienza doveva ancora registrare, allora è lo spunto giusto per dire “mai più”. Mai più morti sul lavoro, del lavoro e per il lavoro. È un sogno inseguito da sempre, sia dai lavoratori che da coloro che i lavoratori, lavorando, amministrano. È un equilibrio al quale il nuovo evo principiato dal 2000 deve, vergognosamente, ancora dar conto. Nessuna era è “nuova” se ripropone errori “vecchi”, metodi “passati” con i quali affrontare i problemi. Nessuna soluzione è in atto se le statistiche continuano a registrare cambiamenti solo dal lato squisitamente negativo.

È vero, ci sono meno morti “sul” lavoro. Ma è altrettanto vero che ci sono meno “lavoratori”. Quindi la statistica va aggiornata inserendo il numero relativo al campione preso in esame. Qualora questo non venisse fatto è comunque semplice proiettare le stime della disoccupazione e inserire quel 40% di persone nella categoria di coloro che muoiono “per” il lavoro. Al restante 60% che lavora, considerando i patti contrattuali ai quali è costretto a scendere, rimane la categoria di morti “del” lavoro.

Una situazione inaccettabile. Discussa con istituzionalità e autorevolezza al convegno – organizzato presso la sede ACLI “Marino Carboni” di Paola lo scorso 25 ottobre – del quale, il video report che segue, si propone come “estrema sintesi” fatta a partire da quel “tenere presente” che l’idea del convegno ha dedicato a Carmelo Costanzo, vittima paolana “del/sul/per il” lavoro.

 

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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