West Sad Story

«Waste Sad Story» – una questione di Rifiuti

[mpoverlay]Si svolgerà venerdì 4 aprile alle ore 19, presso la sala convegni del dopolavoro ferroviario, il dibattito Waste Sad Story: i rifiuti, una storia penosa, organizzato dall’Arci Piera Bruno di Paola. Presenti Giuseppe Aieta, assessore provinciale all’Ambiente, nonché sindaco di Cetraro, e Rossano Ercolini che ha ricevuto il premio Goldman Enrivonmental Prize 2013, un “premio Nobel ambientale”, se così lo si può definire, che viene assegnato ogni anno alle sei persone – una per continente – che si sono impegnate nel campo dell’ambiente.[/mpoverlay]

Rossano Ercolini, insegnante e anche direttore del Centro Ricerca Rifiuti Zero del comune di Capannori, in provincia di Lucca, da sempre è impegnato nella battaglia contro gli inceneritori, e nell’informare studenti e cittadini dei rischi che la costruzione di uno di essi comporterebbe, tracciando la strada del movimento nazionale “Rifiuti Zero”. Grazie a ciò si è riusciti a bloccare in Italia 50 tra inceneritori, pirogassificatori e anche certi impianti a biomasse che non davano adeguate garanzie.

Rifiuti zero si basa non solo sulla raccolta differenziata porta a porta, che diminuisce l’apporto di rifiuti in discarica, ma anche sul riutilizzo dei materiali, e il non spreco. Ogni rifiuto infatti può essere una risorsa da sfruttare, trasformare o riciclare, in base al materiale di cui è composto. Non solo. Tra i passi fondamentali per realizzare tale progetto, vi è anche quello di non buttare i vecchi elettrodomestici, ma anzi di ridargli nuova vita affidandoli a chi di competenza. In questo modo non solo si eviterebbe il conferimento nelle discariche o lo smaltimento di ingombranti, ma si andrebbero a creare nuovi posti di lavori, facendo ritornare al presente vecchi mestieri del passato.

Risulta fondamentale la collaborazione con i produttori. Invitarli a produrre meno incarti possibili, riducendo al minimo l’imballaggio, è un passo che ridurrebbe di gran lunga i rifiuti portati a casa, e quindi si andrebbe a incidere sul ciclo già a monte. Utilizzare ad esempio detersivi o saponi alla spina sempre con lo stesso contenitore, aiuterebbe ogni singola famiglia a riempire meno sacchetti per la differenziata. O ancora il metodo del vuoto a rendere, usato negli anni passati, che a quanto pare, sarebbe positivo che tornasse di moda.

Tra i Comuni dell’Italia centrale con popolazione sopra i 10 mila abitanti, Capannori è il primo per la percentuale di rifiuti avviati al riciclo, superando il 72% di recupero dei materiali raccolti con il “porta a porta” o consegnati alle isole ecologiche. Ovvero, tale percentuale di materiali sono stati trasformati in svariati oggetti di uso quotidiano, da carta per fotocopiatrici, a contenitori, a capi di abbigliamento, e addirittura panchine e altro arredo urbano.

Di tutto ciò si parlerà venerdì: qualche ora che potrebbe rappresentare un investimento per il nostro futuro!

Arci Piera Bruno

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