Incontrare Giorgio Clarizio nel suo ufficio, prima di seguirlo durante la conferenza stampa organizzata questa mattina all’ITIS di Fuscaldo, è stata una vera fortuna. A suffragio di questa espressione, di seguito a alla descrizione che state leggendo, verrà pubblicato un video report dettagliato della mattinata. Un “servizio” che potrà chiarire molti aspetti della vicenda nata attorno al Progetto che vede coinvolte, oltre alla fondazione egiziana MEK, diverse scuole del territorio calabrese.

Dei problemi verificatisi negli ultimi tempi era stata data notizia nei giorni scorsi ma, come purtroppo spesso accade, sono sopraggiunte nuove complicazioni che hanno indotto il Preside Clarizio a chiarire – personalmente e fisicamente – la posizione assunta dagli attori italiani implicati nella vicenda.

Innanzitutto sul problema di trapianto “culturale” sorto in merito alle interpretazioni di regole diverse dalle proprie. Pare che gli egiziani (i responsabili “adulti e non i ragazzi coinvolti nel Progetto) – allo stato attuale – recepiscano solo l’aspetto “penitenziario” delle norme italiane  trascurando i diritti ai quali queste sono collegate. Senza considerare la disastrosa condizione di partenza, tale perché in Egitto sussiste una situazione di preoccupante instabilità socio/politica, e tralasciando l’interesse primario dei ragazzi, i responsabili egiziani del Progetto si sono prodotti in una serie di atteggiamenti tali da mettere in discussione il proseguimento stesso della splendida iniziativa. (L’ultimo – eclatante – ha riguardato l’espulsione di tre ragazzi rimpatriati in Egitto per delle quisquilie). Mettendo in dubbio, sofisticamente, la figura dei rappresentanti istituzionali italiani, hanno iniziato una politica repressiva nei confronti di tutto ciò che potesse rappresentare una pietra di paragone tra la situazione egiziana e quella italiana.

Ai ragazzi sono state proibite una quantità tale di azioni che, per quanto scarna sia la borsa di studio con la quale “vivono” in Italia (100 € al mese), ad ogni multa “pecuniaria” rivolta ai loro comportamenti sbagliati, se ne vedono decurtati una somma considerevole. In questo modo vengono scoraggiati all’integrazione “effettiva” e la loro vita sociale si limita alle pareti scolastiche. Per questa ragione, il Preside, ha cercato di rendere la vita intrascolastica più compatibile con le esigenze dei ragazzi egiziani. Visto che non possono vivere una vita “aerobica” al di fuori dell’Industriale, perché è inibita loro persino l’accettazione di un invito a pranzo nella casa di un compagno, per rendere la loro esperienza italiana come la migliore di quelle “possibili”, il Dirigente Clarizio ha predisposto l’allestimento di una moschea, ogni venerdì, all’interno dell’Istituto. Ha istituito un’ora alla settimana dedicata all’Islam, ed oggi – sulla spinta della grande partecipazione solidale di tutti gli studenti italiani dell’ITIS –  ha organizzato una conferenza stampa. Più di questo – crediamo – umanamente non poteva essere fatto. Speriamo che il video che segue possa costituire una fedele testimonianza della passione che sta animando una parte considerevole di Calabria ed una parte sostanziale dell’Italia e dell’Europa.

Buona Visione

 

ITIS di Fuscaldo (CS), un bell’esempio di scuola «internazionale» ultima modifica: 2014-01-29T21:57:52+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.