Speranze per strada, vite sull’asfalto, morti nel cuore

Con un giorno di differita rispetto alla commemorazione nazionale, Paola ha celebrato la memoria di coloro i quali sono morti in circostanze tragiche scaturite da gravi sinistri stradali. Per ogni destino compiutosi nel contorto rapporto che lega la vita di tutti i giorni alla strada da percorrere, un’invocazione ed una preghiera sono partiti dalla chiesa del Rosario prima e dalla Piazza IV Novembre poi.

Officiante della Messa in suffragio è stato Don Pietro De Luca, un parroco sempre in prima linea quando si tratta di mettere in guardia i giovani dalle insidie che si nascondono dietro avvenimenti che sembrano aver ormai assunto gli aspetti di una normalità ineluttabile. Nella sua predica, il sacerdote si è soffermato spesso sui tratti caratteristici della gioventù, quegli elementi che ispirano un’idea della morte da prendere come fosse una sfumatura lontana dal presente. Un’idea, dati alla mano, da reinterpretare.

Perché tanti sono i giovani che ogni anno lasciano la pelle sulle pietre incastonate nel catrame, tante sono le famiglie che restano prive degli affetti più cari. Ai giovani Don Pietro ha raccomandato prudenza, attenzione perpetua e vigilanza, perché s’è pur vero che a loro possono essere imputati comportamenti superficiali è altrettanto vero che dagli amministratori non giungono segnali confortanti. In questo senso, la dura invettiva pronunciata dal pulpito del Rosario, è stata indirizzata dal prete nei confronti di coloro i quali dovrebbero garantire la sicurezza “delle” strade e che invece le lasciano languire in una condizione definita con l’immagine di un campo bombardato.

Appunto parlando di amministratori e di rapporto con le strade, alla Consigliere Comunale Maria Pia Serranò è stato chiesto il motivo per il quale – in una giornata nella quale si celebravano le vittime della strada – Piazza IV Novembre risultasse aperta al traffico. Un contrasto stridente con un’attualità che ha visto protagonisti principalmente tutti coloro i quali, con dolore, affrontano quotidianamente il peso di un’assenza incolmabile. Assenza per la quale la presidente della Commissione Eventi si è espressa in termini molto forti, puntualizzando la mancanza di una definizione utile a dare una dimensione a tutti coloro che si trovano a dover convivere con la morte di un figlio o di un congiunto che non sia un marito o un genitore (per queste persone esistono termini come “vedova/o” e “orfana/o”).

Di tutto questo il report audiovisivo che segue cerca di dar conto. Buona Visione.

 

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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