pasolini contro pavese

45 anni senza Pier Paolo Pasolini e quella stroncatura a Cesare Pavese

La notte del 2 novembre 1975 veniva assassinato Pier Paolo Pasolini. L’Italia perdeva così uno dei più importanti, complessi e profetici intellettuali del Novecento. Sui fautori del suo assassinio, avvenuto sul Lido di Ostia in circostanze mai del tutto chiarite, sono girate per anni voci, ipotesi, ma soprattutto dubbi, riflessioni, intrighi, insabbiamenti, che per anni hanno riempito intere pagine di quotidiani e di riviste. Una morte che quindi “cominciò con la luna sul posto, e finì con un fiume d’inchiostro”, per citare le parole di Fabrizio De Andrè provenieni dal brano Una storia sbagliata, dedicato appunto all’omicidio di Pasolini, questo “delitto italiano”, sul quale è stato realizzato uno dei più intriganti film di impegno civile del cinema italiano, quasi una sorta di JFK, ovvero Pasolini, un delitto italiano, diretto da Marco Tullio Giordana nel 1995.

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Ma ogni ricorrenza della scomparsa di Pasolini è anche la buona occasione per riproporre qualche chicca poco conosciuta, molto spesso legata alla sua attività artistica, altre volte scovata nell’esorbitante galassia di interviste da lui rilasciate alla stampa o in televisione, ricche di sorprendenti riflessioni sulla vita, la politica, l’arte e la letteratura.

Oggi riproponiamo un filmato molto interessante, rimasto inedito per anni, realizzato nel 1972 in occasione del documentario Cesar Pavese out la mort viendra et elle aura tes yeux, diretto da Franco Contini. L’intervista non era stata inclusa nel film a causa delle considerazioni fortemente negative che Pasolini aveva rilasciato nei confronti dello scrittore piemontese, Premio Strega 1950 (vinto poche settimane prima del suo suicidio), per il romanzo La bella estate. Per Pasolini “Pavese è uno scrittore medio, e nessuna sua opera va oltre questa sua linea media e mediocre” oppure “il suo impegno politico era stato molto corretto, e nel dopoguerra era facile essere antifascisti, o aderire a quei valori nati subito dopo la Resistenza. E forse questo è il motivo della sua fortuna, quello di essere uno scrittore che non suscita problemi politici”.

A seguire l’intervista in questione.

About Gianmarco Cilento

Collaboratore freelance per testate giornalistiche e Scrittore, mi occupo di Critica Cinematografica e Musicale. La mia prima pubblicazione "Peppino di Capri e i suoi Rockers" (Graus, Napoli, 2018) è stata ampiamente apprezzata da pubblico e critica

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