Marsili Notizie

Chi siamo (o meglio: chi tenteremo di essere) – il “nuovo” Marsili

I trespoli sono “mobili” ed i pappagalli hanno le ali.

Secondo uno dei presocratici più autorevoli, Eraclito, “tutto scorre” (“Pantarei”) e nulla è cristallizzato per sempre nel tempo. L’unica eccezione a questa divina legge è quella che riguarda Dio, l’Essere per eccellenza che viene assunto anche come “Amore” o “Verità”.
Noi esseri umani, essendo costretti nella gabbia del tempo, abbiamo una natura finita, esauribile, limitata a quella fortunata occorrenza che chiamiamo “vita”. Un’esistenza di questo tipo sarebbe quasi inutile se non avessimo la capacità di ragionare, di pensare e di credere a quel favoloso “tutto infinito” che – come già detto – abbiamo definito “Amore”, “Verità”, insomma “Dio”. Siamo pertanto soggetti alle Sue leggi, e se vogliamo dare un senso alla nostra vita dobbiamo rispettarle.
Agire secondo “Amore” e “Verità”, garantisce all’uomo l’eternità del tempo, perché operare sotto la Loro egida significa svincolarsi del tutto dall’infamia del Peccato, ed il solco che si lascia lungo la vita sarà un utile tracciato da seminare per gli altri uomini.
Nella vita del presente, ogni azione (“agire” in questa vita significa “lavorare”) dovrebbe essere rivolta all’Amore che si prova nel compierla: lavorare amando, è ricambiare Dio.
Il lavoro, se vissuto (o meglio “se riuscito a vivere”) senza avvertirne il peso, è un piacere; pertanto tutti noi esseri umani – nella vita – cerchiamo un lavoro da amare secondo quella che è la nostra intima aspirazione.
Noi tutti siamo soggetti agli umori della pancia, alla libidine dell’ego, e a tutta una serie di patemi che si manifestano proprio perché costretti nella carne; la quale è insieme croce e delizia della nostra vita. Un uomo che vive “nella carne” è disposto a qualsiasi compromesso pur di ottenere un mezzo per rivitalizzarla.
Un uomo che magari nasce fabbro e – pur sapendolo – accetta di fare, ad esempio, l’ infermiere, non sarà mai capace di accudire i suoi simili, perché malvolentieri è disposto verso un prossimo che non sia di ferro. Eppure resta a fare l’infermiere perché così a fine mese ha lo stipendio garantito per poter sfamare la sua carne. Povero lui e chiunque dovesse riceverne i servigi!
Stessa sorte tocca ad un uomo che mette su famiglia con una donna che non ama e che si è inteso sposare solo per alleviare le sofferenze della solitudine o per compiacere il parentato. Vita grama per lui e per tutti coloro che, distrattamente o meno, prendono parte alla sua esistenza!
In base a questo presupposto, gli uomini che vivono un’esistenza inautentica sono pericolosi per sé stessi e dannosi per la società.
Chi vive una vita inautentica, conduce un’esistenza improntata sulla chiacchiera e la curiosità, unico passatempo che consente di alleviare lo spasmo dell’anima che si contorce sotto la spinta di scelte perennemente sbagliate e violente.
Molte persone danneggiano quanto rappresentano e ciò che li circonda solo perché, anziché anteporre l’Amore e la Verità alle loro azioni, si lasciano guidare dagli istinti della pancia, dalla caducità di uno spicciolo d’attenzione carpita ad un pubblico smanioso di sapere “com’è che va”.
Costruire su questi presupposti è la pratica tipica del “Giornalaio”, uno che vive alla giornata secondo le sensazioni del momento; navigatore che spiega le vele ad ogni vento utile a consentirgli di muovere la barca sulla rotta di quella che crede essere “sopravvivenza”.
Il termine che adopero non è lo stesso di quello sinonimo a “Edicolante”, la parola “Giornalaio” – in questa riflessione – è riferita a chi si giostra tra chiacchiera e curiosità: correnti favorevoli da imboccare sul mare eterno dell’ignoranza. Può essere incarnato senza vincoli sia da un carpentiere che da un infermiere, un primo ministro o un pubblico ministero; il “Giornalaio” è un vocabolo che calza a pennello su chiunque non senta lo sgravio operato sulle sue azioni dalle forze della Verità e dell’Amore. “Giornalaio” può esserlo persino un giornalista che si crede tale solo per la tiratura delle copie vendute sull’onda sparsa dal chiacchiericcio della strada, della loggia o della curia; tutti enti incarnati in corpi umani.
Il “nuovo” Marsili Notizie è il tentativo di dare un senso diverso a questo agire, un giornale da leggere che esaurisce il suo scopo nella stessa lettura, senza interessi di parte.
Di tutti coloro che stanno collaborando per trasmetterlo on-line si può dire che lo fanno per Amore verso quanto sono capaci di produrre.
Non esistono compensi, non ci sono elogi e nessuna platea pronta a battere le mani in segno di una solidarietà cercata per la propria faccia tosta.
Coloro che scrivono per il “Marsili Notizie” hanno voglia di mostrare uno spazio nel quale i confini sono sfumati al punto da poter vedere l’orizzonte, elemento invisibile a quanti conducono un’esperienza lavorativa rigidamente limitata da separé.
Pur non parlando di quante ferite – letali o meno – si possono infliggere con un coltello durante una lite domestica, i creatori del “Marsili” si lasciano guidare dalle loro personali visioni della Verità, e lo fanno con Amore. Non si sforzano di farsi definire giornalisti e non anelano al pubblico ludibrio.
D’ora in avanti potranno senza dubbio farsi chiamare “freelancers”, però soltanto per vezzeggiare il loro modo di agire ingenuamente sincero. Un agire che, comunque, sta attirando sempre maggior interesse nelle persone che vogliono confrontarsi con quanti hanno il coraggio di mettersi in discussione.
I trespoli sono “mobili” ed i pappagalli hanno le ali. Tutto scorre e si modifica, se il trespolo è piantato su una sabbia mobile, il pappagallo che lo abita è costretto a spiegare le ali sperando di aver imparato a volare, cosa difficile per un animale ormai addomesticato e lautamente rifocillato nella sua abituale oziosità.
Un passero selvatico, anche in inverno, avrebbe più possibilità.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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