Quando un sindaco governa una città, se le cose non vanno la colpa è di chi lo ha preceduto, oppure delle opposizioni che non lo lasciano lavorare. Chi usa facebook e legge le considerazioni degli attuali amministratori sulla vivibilità della nostra cittadina, pensa che forse lui viva in un altro paese. Il traffico ha raggiunto il massimo del disordine, provate a guardare a qualsiasi ora le principali piazze e strade del centro, offrono uno spettacolo indecoroso, macchine e moto ovunque, spesso i proprietari sono i noti bulli del paese, che appalesano publicamente la loro arroganza. Non si interviene per regolarizzare il volume nei vari locali dimenticando che gran parte dei paolani al mattino si deve recare al lavoro. Le isole pedonali che anni fa fecero diventare Paola un centro di riferimento sono sparite. Una cappa di delusione, di assuefazione avvolge la popolazione. Ascoltando la gente nel mercato, in ambulatorio avverti la consapevolezza di aver perso ogni speranza che non esiste alcuna voglia di lottare. Non vedendo giustamente chi possa rappresentare le loro frustrazioni le loro speranze. Paola città dei servizi, una volta, oggi abbiamo perso tutto. La fonte principale di lavoro, che erano le ferrovie sono state smantellate negli anni, dormitori, alberghi hanno chiuso i battenti. L’ospedale che sarebbe potuto diventare un centro di riferimento, è diventato di transito per chi ha patologie serie, oppure la possibilità ed il tempo di recarsi in altre strutture, possibilmente in altre regioni. Paola bandiera blu, certo il cielo per il momento è blu, cosa vuol dire bandiera blu. Vengono esaminati molteplici parametri, quali la qualità della vita, i trasporti, la circolazione, i servizi ‘non esistono servizi igienici’ saltiamo il tema rifiuti, il mare è vero spesso è blu, altre volte marroncino, oppure blu schiumoso allo shampoo, ma questo è problema atavico degli ultimi decenni. Paola città del turismo religioso, per quanto mi risulta il santuario vive una propria vita,staccato dalla città. I pellegrini arrivano, sostano al santuario e da esso ripartono. Forse la casa natale del santo meriterebbe più attenzione. Mi hanno riferito che al santuario graviterebbero circa novecentomila pellegrini annui, ho interpellato chi di dovere che si è limitato ad una cordiale risata, richiamando le mie nozioni di matematica. Novecentomila persone annue significherebbero ben duemilacinquecento pellegrini ogni giorno al santuario. Io vado spesso al santuario con alcuni amici, ed in particolare nelle giornate invernali in cui sferza un vento gelido non vediamo altri che qualche cane randagio o qualche fraticello costretto ad uscire sul piazzale, forse nello scrivere a qualcuno è scappato uno zero in più.
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