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Posts From Roberto Pititto

Racconti d’Africa: Elegia “continentale” di Pititto (1° “ca custa lon ca custa”)

“ca custa lon ca custa”, costi quel che costi. Con queste parole il Generale Menabrea incitava i suoi uomini, Italiani e Ascari, a costruire un ponte su un largo ed imprevedibile torrente che separa Massaua da Dogali. Ad ogni piena il ponte era spazzato via, ma “ca custa lan ca custa” bisognava ricostruirlo. Sono parole oggi incise su quel ponte a ricordare un altro tempo, un altro secolo, una guerra

Angeli con la faccia sporca. Storie straniere non estranee di Roberto Pititto

Ad Adulis il “campo” è una circonferenza appena accennata, quasi un’idea , delimitata da qualche tenda, da malandati cassoni di compensato,  una vecchia cisterna arrugginita e cabine di doccia, senz’acqua, di un blu assurdamente intenso. Intorno, un antico argine di fango e dune ed avvallamenti e acacie stentate. Ad Adulis il campo è niente, immerso nel nulla apparente che lo circonda e da esso , solo se guardi a sud,

Italiani “brava gente”… o no? (di Roberto Pititto)

L’attuale stagione politica è caratterizzata, tra l’altro, dai commenti a volte ironici, più spesso sprezzanti, talora dagli insulti rivolti al Ministro degli Interni e al copremier, perdonate l’ardito neologismo, Ministro del Lavoro. Salvini e Di Maio sono rispettivamente un razzista ed un incapace, un becero rappresentante e portavoce dei più bassi istinti italioti, dell’egoismo provinciale ed ignorante contornato da una nullità, il cui primo giorno di lavoro è coinciso con

Passato il Giro restano domande (e molta “incazzatura) – di Roberto Pititto

La carovana è ripartita. Da Castrovillari ad Alberobello, ad allietare altri automobilisti, grazie a Dio si allontana e speriamo per sempre. Cosa resta? Un po’ di inevitabile spazzatura…  qualche siringa usata dite? Ma che andate a pensare? Un cappellino, una borraccia vuota e poco altro, anzi no, qualcosa di consistente resta: tanta rabbia. La rabbia di chi è stato costretto in un pomeriggio afoso ad aspettare per ore che il

Paola – E se qualcuno deve lavorare? (di Roberto Pititto)

Giovedì 11 maggio: passa il Giro!! Evviva, la carovana, si dice così, parte da Reggio Calabria e percorre gran parte della Regione, fino a Guardia Piemontese, dove arriverà intorno alle cinque e mezza di pomeriggio. Passerà con i mille colori, le ammiraglie, le macchine di scorta, i meccanici, i giornalisti, la RAI, le miss, la polizia e … quasi dimenticavo: i corridori. Davvero una carovana, più veloce certo di quelle

Paola: Se lo Spoke non funziona bisogna razionalizzare (di Roberto Pititto)

Come una malattia cronica, caratterizzata da periodiche riacutizzazioni, la diatriba sui rispettivi ruoli degli Ospedali di Cetraro e Paola, in rigoroso ordine alfabetico, attira l’attenzione e la devia dai reali problemi della tutela della salute nell’area del tirreno cosentino. Mentre nel resto dell’Italia (ma forse bisognerebbe omettere la parola resto) già da un paio di decenni ci si è avviati verso una razionalizzazione della rete ospedaliera, con la chiusura delle

Amantea: Migranti bisognosi di cure, niente di strano (R.Pititto)

Ho appena letto sul portale Tirreno News (“II”, sito disponibile cliccando a questo link, ndr), un articolo, peraltro non firmato, che conteneva uno strano mix giuridico-medico, per la verità un po’ sconclusionato. Mi perdoni l’anonimo estensore, ma non mi è sembrato un grande esperto di diritto costituzionale, neanche di diritto internazionale per la verità, ma soprattutto non eccelle nella materia della infettivologia e, men che mai, nella specialistica epidemiologica. In

Focus di Realtà – “Dall’altra parte” (di Roberto Pititto)

Io non sto con un ex marine che fa il tiro al bersaglio a Dallas e ammazza o ferisce una dozzina di agenti, ma non sto nemmeno con quegli altri agenti  che, un paio di giorni prima avevano ammazzato un giovane nero fermato per una luce difettosa dell’auto. Io non sto con Obama che succube dei trafficanti  non riesce, o fa finta non lo so, nemmeno a far approvare dal