coronavirus

OMS, correre all’aperto ed informazione addomesticata – di Bruno Sganga

Da sempre chi sa e lavora con esperienza nella comunicazione (stampa, televisione, web e social) sa bene come manipolarla dando solo notizie filtrate od estraendo da taluni discorsi, comunicati o libri quanto serve a sostenere le proprie tesi, ed evitando accuratamente equi confronti.

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All’attento e consapevole lettore finale, per qualunque argomento si tratti, non resta che approfondire, principalmente in tempi delicati come questi, ed addestrarsi al confronto, abitudine poco diffusa soprattutto da parte di faziosi di professione ed amatori del pensiero unico.

Come sta avvenendo in questo periodo dinanzi alla polemica intorno al poter correre fuori casa o meno.

Facendo ricorso all’OMS  (Organizzazione Mondiale della Sanità) che lo consiglierebbe come azione fondamentale in tali momenti ed in contrapposizione con l’Istituto Superiore della Sanità.

Poiché in realtà l’OMS letteralmente scrive: “Durante questo momento difficile, è importante continuare a prendersi cura della propria salute fisica e mentale. Questo non solo ti aiuterà a lungo termine, ma ti aiuterà anche a combattere Covid-19, in caso di contagio”, poi specificando “dai 30 ai 45 minuti al giorni, gli adulti, almeno un’ora per i ragazzi”. Ma, attenzione, anche aggiungendo la raccomandazione tutt’altro che casuale: “Se le linee guida nazionali lo consentono, fare una passeggiata, o farsi una bella corsa, mantenendo la distanza di sicurezza. Se si è impossibilitati a uscire di casa, seguite un corso di ginnastica online, ballate, fate yoga, camminate su e giù per le scale”.

Dunque non dicendo che bisogna assolutamente e soltanto andare a correre…, ma indicando una serie di opportunità fisiche e molto utili, oltre che aggiungere: “Per conservarsi in buona salute” è bene anche “mangiare in modo sano, evitando abbuffate e cibo spazzatura per l’ansia, evitare alcool e bevande gassate, non fumare”, insieme ad altri suggerimenti per la “salute mentale”.

Ricordando a chi fa finta di non sapere (o chi non potendosi più occupare del proprio abituale settore passa a comunicazioni da erudito mentore in tutt’altri ambiti professionali) che la pur importante attività fisica non va confusa con lo sport (come si può anche leggere su http://www.salute.gov.it  Ministero della Salute), poiché sta a significare qualunque movimento corporeo prodotto dai muscoli scheletrici utilizzando energia, come il giocare, camminare, dedicarsi ai lavori domestici, al giardinaggio ed altri esercizi fisici anche casalinghi, o quegli consentiti all’aperto pur se limitati a 200/300 metri da casa.

Come per altro stanno facendo veri e propri runner che consapevolmente evitano di fornire esempi negativi in un momento in cui la salute pubblica è sicuramente prevalente alle esigenze del singolo.

Chiarendo che personalmente non abbiamo nulla in contrario a sane passeggiate o sane corse (non allenamenti sportivi, cosa ben diversa e sospesa ovunque), ma bisogna tener conto che non si può fare affidamento su comportamenti individuali e sociali rispettosi delle regole sanitarie come il periodo richiede, e quindi ha senso, per leggi che nell’emergenza devono essere nazionali, di evitare d’innescare rischi pericolosissimi. Come si può pure vedere in un video della polizia che chiarisce la grande differenza che può fare un singolo individuo nello spargere o frenare l’epidemia, con un’infografica che illustra perché è importante rimanere a casa, evitare di fare passeggiate ed andare a correre. Nulla a che a vedere con faziose esasperate interpretazioni di libertà personale limitata o soppressa, per gli amanti che vedono ovunque albe di militarizzazione con golpe od addirittura colpi di stato dietro l’angolo. #iorestoacasa

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