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Paola – RBC replica a Perrotta su Badia e rilancia in Provincia con Falbo

Di seguito un “collage” di note stampa del movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni”, rappresentato nel Consiglio Comunale di Paola dall’avvocato Francesco Giglio. I comunicati vertono sulla questione originatasi attorno alla Badia di S. Maria di Valle Josaphat, complesso millenario che l’Agenzia del Demanio aveva inserito tra i beni dello Stato soggetti a dismissione, evenienza contro cui si sono registrate molteplici reazioni, da quelle del mondo dell’associazionismo e del movimentismo culturale, a quelle istituzionali, con il primo cittadino di Paola, Roberto Perrotta, che solo pochi giorni addietro – in occasione di un evento organizzato dal Rotary – parlando del progetto di federalismo culturale, ha annunciato il salvataggio del sito grazie all’impegno della Biblioteca nazionale, della Provincia di Cosenza e del Comune di Paola. Pertanto i testi che seguono sono da considerarsi come una risposta al sindaco (prima nota, 27.07.2021) e come un approfondimento della tematica (seconda nota 29.07.2021).

«(Perrotta, ndr) era rassegnato e pronto alla vendita»

Il fatto che Badia fosse stata inserita, intenzionalmente o per errore, dall’Agenzia del Demanio tra i beni dello Stato soggetti a dismissione, non avrebbe reso la sua vendita meno ingiusta. Leggendo le parole del Sindaco e ripercorrendo tutta la vicenda, quello che maggiormente risalta, è che lo stesso Sindaco che oggi acclama alla salvazione, ieri era rassegnato e pronto alla vendita della Badia. Lo ricordiamo tutti! Se Badia non è stata venduta di certo non è per merito del dialogo tra amministrazione comunale ed enti preposti, piuttosto dello studio fatto sulla normativa di settore che esclude la vendita dei beni di interesse archeologico – come Badia – dichiarati inalienabili dal Codice dei beni culturali. Ricordiamo i vari articoli di giornale, le riunioni, i sopralluoghi effettuati… tutti finalizzati alla vendita di Badia. Chi voleva vendere Badia dunque?

Lo spieghiamo ancora una volta visto che il messaggio è difficile da recepire da parte dei nostri amministratori. Tutti i beni databili antecedentemente all’Editto di Costantino (313 d.C.), non possono essere venduti.

Il Complesso abbadiale di Santa Maria di Valle di Giosafat (comunemente detto Badia), sulla base di saggi archeologici condotti nel 1997, sembra aver avuto quattro grandi fasi di costruzione.

Partendo dagli strati più antichi, sono stati catalogati frammenti di ossa umane e di ceramica a vernice nera che fanno risalire l’area al IV e III secolo a.C., rendendo di fatto Badia inalienabile. Chi si sarebbe assunta questa responsabilità?

Sono stati tutti questi elementi forniti dal nostro gruppo consiliare ad aver scongiurato la vendita di Badia e non, come si vuol lasciare intendere, l’interlocuzione tra Sindaco e Demanio. Perché il Sindaco non fa menzione di tutto ciò? Ricordiamo tutti la sua rassegnazione.

L’idea inoltre di spostare parte della Biblioteca comunale a Badia, che già ha subito un trasferimento dal Sant’Agostino all’Ostello di Palazzo Scorza per volontà dell’amministrazione comunale, si palesa perciò illogica e viene letto come ulteriore tentativo di esiliare la cultura a Paola.

Il complesso di Badia, essendo decentrato, si presta a centinaia di altre attività come quelle museali e didattiche. Occupare le sue sale, di dimensioni contenute, con scaffali e libri, sarà come limitare il potenziale di sviluppo del luogo. Ma soprattutto quanto ha speso il Comune per allestire in quelle stanze il Museo Archeologico della città di Paola? Assisteremo all’ennesimo spreco di risorse pubbliche?

Quello che chiedevamo al Sindaco era di farsi portavoce delle istanze di tutte le associazioni interessate e dei cittadini intervenuti per salvare Badia. Prendiamo atto che ciò non è avvenuto e che si sia preferito affidare Badia ad associazioni ed enti che non hanno neanche sede a Paola.

In questa vicenda ricordiamo inoltre l’intervento decisivo e carismatico della Senatrice Margherita Corrado, membro della Commissione Beni Culturali del Senato che, con garbo e lungimiranza, ha saputo interpretare a pieno i sentimenti delle Associazioni preoccupate per l’alienazione del monumento. A distanza di qualche anno sarebbe utile ripubblicare e rileggere quell’intervento per richiamare alla mente quello che è stato.

Infine stupisce che il Sindaco Perrotta nei suoi interventi pubblici e sulla stampa dimentichi sempre di ringraziare l’Auser, associazione che per 12 anni si è presa cura di Badia, valorizzando e tutelando l’antico complesso monastico con centinaia di progetti e migliaia di visitatori accompagnati a conoscere quei luoghi e pronti a testimoniare di fronte allo stesso Sindaco Perrotta e alla città il lodevole lavoro svolto a titolo gratuito dai volontari. Una dimenticanza o piuttosto una “damnatio memoriae” nei confronti di una associazione colpevole di essere libera e indipendente? L’unico tempismo sospetto è quello legato proprio ad alcune decisioni assunte dal Sindaco Perrotta nei confronti del circolo Auser di Paola. Dopo aver ignorato qualsiasi proposta dell’associazione su Badia, il Circolo Auser è stato anche destinatario – subito dopo – di un provvedimento di sfratto dalla storica sede di Corso Colombo, punto strategico e presidio di legalità per il nostro territorio per oltre 25 anni. Strane coincidenze…

Francesco Giglio (Rete dei Beni Comuni) e Pino Falbo (Progetto Democratico, consigliere provinciale), incontrano Franco Iacucci (presidente Provincia di Cosenza) per discutere di Badia

Si è svolto martedì sera un importante incontro con il Presidente della Provincia di Cosenza, il consigliere provinciale Pino Falbo e il consigliere comunale Francesco Giglio sulla vicenda che interessa la Badia di Paola.

In particolare i due gruppi consiliari Rete dei Beni Comuni e Progetto Democratico hanno rappresentato al Presidente Iacucci le istanze e le iniziative programmate dalle principali organizzazioni no-profit paolane per scongiurare la vendita della Badia e consentire un uso collettivo e partecipato dell’antico complesso da parte delle associazioni che hanno manifestato interesse. L’incontro è stato molto positivo e costruttivo, delineando potenziali di sviluppo e collaborazioni sempre più produttive tra l’Ente provinciale e la comunità paolana.

La finalità dei gruppi consiliari è quella di consentire l’acquisizione della Badia al patrimonio pubblico ma tenendo in considerazione le disponibilità già formulate dalle organizzazioni di volontariato, senza esclusione di alcun organismo interessato.

A tal proposito, per garantire una piena inclusione e favorire così una maggiore tutela e conoscenza – in termini di visitatori – della Badia, si è elaborato un progetto in grado di unire la città di Paola con l’Università della Calabria, il DAMS, il Conservatorio di Cosenza, la Soprintendenza e il Mibac tramite la Biblioteca Nazionale (per come proposto dal Demanio) o altro organismo collegato.

Considerate le nobili ed elevate finalità, confidiamo nella collaborazione del Ministro Dario Franceschini col quale ci legano rapporti di conoscenza e di lavoro, del Presidente Franco Iacucci e del responsabile dell’Agenzia del Demanio, Antonio Arnoni.

Ringraziamo infine il Consigliere provinciale Pino Falbo per l’importante occasione di condivisione di idee e progetti per rafforzare l’offerta turistica e culturale del Comune di Paola, finalizzati alla costruzione di un percorso comune per il rilancio generale della nostra città.

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